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Sali 2018-06-12T11:36:04+00:00

SALI

Chiamato da Omero la sostanza divina, conosciuto dai romani come oro bianco, il sale ha da sempre avuto un ruolo fondamentale, non solo nell’alimentazione, ma anche nei rapporti economici e sociali tra culture e paesi. Quella del sale è, infatti, una storia legata al commercio e al potere, che, dal Neolitico fino alla Rivoluzione Industriale, ha attraversato oceani, superato deserti e risalito fiumi per unire Europa, Africa, Cina, Russia e America.

Conosciuto fin dal Neolitico (10.000 anni fa), il sale inizia la sua storia nel mondo culinario con la comparsa delle prime civiltà stabili che, passando da una vita come cacciatori-raccoglitori ad agricoltori-allevatori, cominciarono a sentire la necessità di proteggere e conservare inalterati cibi e alimenti per lunghi periodi di tempo. E’ proprio in questo modo che il sale fu utilizzato, ancor prima che come condimento, come metodo di conservazione, soprattutto per carne e pesce.

In epoca Romana, l’uso e la richiesta di sale aumentarono esponenzialmente, rendendo necessario un aumento della produzione e del commercio. Fu questo il periodo della realizzazione di nuove vie di comunicazione, tra cui la famosa Via Salaria che collegava l’Adriatico all’Etruria, creando un ponte diretto tra le saline di Ostia e la foce del Tevere.

Da questo momento in poi, il sale rappresenterà oltre che un’ambita merce di scambio, anche uno strumento di potere. A partire dalla tassa per il passaggio sulle via salarie, passando per le gabelle medioevali, fino alla tassa sull’importazione e i monopoli di stato, l’oro bianco sarà capace di arricchire popoli e scatenare rivoluzioni: basti pensare alla famosa “Marcia del Sale” guidata da Gandhi nel 1930.

La storia del sale è, dunque, un percorso ricco di interazioni sociali e di rapporti economici. Un viaggio che parte dalle origini della civiltà e che, unendo tradizioni, abitudini e culture, giunge sulle nostre tavole tutti i giorni.

Sale Himalaya

Sale Himalaya

ORIGINE: non UE

Comunemente chiamato Sale dell’Himalaya, per effetto della regione geografica di provenienza, questo salgemma (o halite) viene prodotto ed estratto dalle miniere della catena montuosa dell’Himalaya. Per effetto delle inconfondibili venature di colore rosa, rosso o arancio più o meno intense questo salgemma è conosciuto anche con il nome di Sale rosa, ed è oggi esportato in tutto il mondo, non soltanto in Europa ma anche Nord e Sud America, fino in Australia.
La sua estrazione dalle miniere di sale del Khewra nella regione del Punjab, in Pakistan viene effettuata, ancora oggi, in maniera manuale, motivo per cui questo sale non viene sottoposto ad alcun tipo di procedimento di trasformazione o raffinazione successivo, mantenendo in tal modo inalterati gli oligoelementi (oltre 80) che lo caratterizzano.
Questo tipo di salgemma ha una formazione in cristalli del tutto peculiare, derivante principalmente dai fenomeni di erosione terrestre legati all’imponente catena montuosa dell’Himalaya.
Naturalmente ricco di minerali, questo tipo di sale possiede un’elevata percentuale di ossido di ferro, che ne conferisce il caratteristico colore rosa, unitamente ad un ridotto contenuto di cloruro di sodio, che diminuisce notevolmente i livelli di ritenzione idrica rispetto al comune sale marino raffinato.
Dal punto di vista del gusto e del suo utilizzo in ambito culinario, il sale rosa si caratterizza per una delicata sapidità, che consente di sposarsi alla perfezione con diverse tipologie di cibi senza alterarne o coprirne il sapore. Particolarmente indicato per la salatura delle carni (sale grosso) e del pesce (sale fino).